Hai un amico in me

Uno ha un casco militare
e una fisarmonica sulla
schiena, l’altro il casco
per la bici di Toy Story e
il mocassino rosso. Ho
guardato lì intorno se c’era
qualche visionario con
una telecamera ma in realtà
c’ero solo io, in macchina,
nella pineta di Ostia.
Così ho fatto un giro
per verificare di non avere
in circolo LSD e li ho trovati
lì ed ho scattato al volo.
Chiunque può inventare
una storia su cosa fanno
due tizi vestiti così.
Due indizi che non risolvono
il quesito:
uno è sudamericano l’altro
anglosassone. Parlavano
in inglese.

Tra le nuvole

Adoro le nuvole,
sono la mia casa.
Quando ero a scuola
mi dicevano che: avevo
la testa tra le nuvole.
Anche al lavoro
ho faticato per scendere
dalle nuvole, poi ho
letto un aforisma di
Aristotele che diceva:
il lavoro serve a guadagnarsi
il tempo libero. E allora
ho meditato che forse
per pagarmi la nuvola
dovevo scendere
sulla terra ogni tanto.
Ai miei figli dirò: restate
quanto più tempo sulla nuvola
sognate, sognate, sognate
e portateci il vostro lavoro
però gli citerò Terzani.
“Non cercarti un posto
in queste gabbiette di piccione
che sono l’impegato, l’avvocato,
il medico, il funzionario delle Poste.
Inventatelo”. E sempre Terzani:
“Non fare un lavoro col pensiero
di fare i quattrini, non ti servirà
a niente, fallo pensando al prossimo”.

Villa Guglielmi – Fiumicino

Un salto al tempio

Il tempio del mio amico
Rock.
Lasciate ogne speranza
voi ch’intrate.
Quando entri ti viene data
una pastiglia rossa ma
a differenza di Matrix
non hai scelta.
Quella azzurra della tranquillità
non esiste.
Ti cali la pastiglia rossa
ed entri nei suoi percorsi
funanbolici,
e magari vai lì perché devi
fare una cosa con lui ma lui
si è accordato con un’altra
persona e unisce le due persone
in un Simposio davvero
interessante,
perché lui conosce solo
persone interessanti.
E poi ti saluta
e ognuno per la sua strada
e quella cosa che dovevi fare
con lui non l’hai fatta e quindi
la farai da solo ma hai comunque
trascorso una bella mattinata.

Davide il mio amico.

La teoria del Caos

Dal balcone del mio amico
una costruzione geniale
come questo paese:
Fiumicino. Ognuno ha
liberato la propria fantasia
come si direbbe a Roma:
“ognuno ha fatto a cazzo
di cane” facile comprendere
e tradurre in – ognuno ha
fatto come voleva, con i
vari condoni.
Ammiro i paesini
inglesi tutti standard con
le casette uguali e ordinate
ma non ci vivrei, già la vita
è così.
E poi vuoi mettere…in mezzo
al deserto di una zona poco
rivalutata (ma abbiamo fede
in @esterino.montino sindaco
che ha trasformato Fiumicino)
ecco una perla.

Il mio eroe

Questo è il posto dove
leggo il mio libro
in pausa pranzo.
Roma Garbatella.
Sto leggendo Kerouac
senza una fine, ogni
cosa di lui e su lui
(inediti, biografie etc)
e ora il libro di Robin
Sharma sul Club delle
5 del mattino.
Io, il mio parco, la mia
panchina, il mio eroe.
Dura la vita a vederla
da un giorno di ferie,
fortuna che ci sono i libri,
la migliori medicina,
il mondo dove
fuggo.

Il punto focale o punctum

A volte penso alle foto
di Wim Wenders
e a una sua mostra che
vidi a Roma.
Spazi deserti americani,
campagne, strade, città
vuote e rifletto sulla
capacità che hanno le
foto di questi paesaggi.
Non hanno un punctum
(punto focale) come
lo definisce Roland Barthes
e noi ci perdiamo all’interno
e le riempiamo con un
punctum virtuale, diventando
noi stessi il punto focale,
con la fantasia.

Uscite, uscite, uscite

Hard Rock Cafè,
4 tavoli occupati
compreso il nostro.
Seduti vicino alla chitarra
del Boss in una Roma
deserta.
C’è una luce oltre
questo caos e ci
vuole coraggio e visione.
Questa malattia ha
creato un disastro
economico, sanitario
e mentale. Ora ovunque
c’è sanificazione, distanza
sociale (chi non la rispetta
a sua rischio e pericolo),
protezione con mascherine
e igienizzanti.
Uscite, uscite e uscite.
Ritrovate i vostri amici,
familiari, ritornate a
socializzare. Perché la
situazione psicologica
della comunità è devastante,
a dirmelo almeno due psicologhe
di due zone diverse di Roma.
Risorgere dopo la crocefissione
della pandemia, c’è vita e
ce n’è tanta, per tutti.