Da Tamburo! al Jovabeach

Questo appartiene
al mio baule prezioso,
di quelle cose che mi tirano
su di morale e mi riportano
in carreggiata.
Quando Fernanda Pivano disse:
che i diari di Lorenzo erano ben
scritti e lo accostò “.. con qualche reminiscenza a Jack Kerouac”
mi trovò d’accordo.
A distanza di tempo, mi
manca il @lorenzojova di quei
tempi: si emozionava
passeggiando nei boschi,
osservando con il telescopio le
colline tosco-romagnole e
soprattutto condivideva il suo
lamento creativo esistenziale
in maniera viscerale.
La trasposizione fu il libro:
Il grande Boh e queste riviste
fanzine (che posseggo gelosamente)
dove all’interno ci sono altre
pagine di diario.
Eccedendo nelle metafore: su queste pagine di Tamburo! e sul Grande Boh
c’è il Cristo di Leonardo dell’ultima cena, nelle ultime uscite editoriali (e non solo) il Cristo di LaChapelle.
Rileggo quelle pagine intime che vanno dal 1998 al nuovo secolo,
ringraziando Lorenzo di essersi fatto uomo ed averci donato
il suo pensiero positivo.
Amen.

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