Steve Pop nella grande Bellezza.

Partiamo alle ore 12.50 di una giornata cupa come Londra. Io e Davide Balestri, autore musicale con il quale ho realizzato uno storytelling ad Ostia. L’obiettivo è cercare librerie che possano ospitare la presentazione del mio libro Ferro e fuoco ed il cd di Davide Balestri: Se tutto cambia. Per correttezza non dirò il nome delle librerie dove siamo stati. Il primo obiettivo è il centro di Roma tra Pantheon, Piazza Venezia e Campo de’ Fiori. Piove ed equipaggiati di impermeabile,ci addentriamo nel cuore della Capitale. Ci fermiamo in una libreria appartenente ad una grande catena editrice, Dave (quasi per gioco) entra e chiede di poter parlare con un responsabile, poi: “siamo un poeta ed un musicista facciamo uno storytelling per presentare un libro ed un cd, cercavamo una location, siete disposti?”. Ci viene risposto: “chi si occupa degli eventi non è in loco e si può contattare solo via mail”.  Insistiamo chiedendo: un numero di telefono ma ci viene negato mentre ci viene fornita una mail ma è generica (riferita alla casa editrice).  Ci proveremo.

Dopo aver mangiato una buona pizza e bevuto una birra, ci gustiamo il caffè di Sant’Eustachio prima di ripartire per una libreria indipendente. La pioggia scende copiosa e ci fermiamo a fotografare la fontana dei Libri, una chicca nel cuore di Roma, a due passi da piazza Navona.

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La Fontana dei Libri
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“Anche noi siamo romani”.

 

Arrivati presso la libreria indipendente parliamo con il libraio, un giovane sui 30/35 anni che dice: “facciamo presentazioni anche di autori in self-publishing ma a patto che abbiano un pubblico al seguito, la capienza è di circa 50 persone”. Il libraio scuote le spalle dicendo: “il centro ha i suoi pro e i suoi contro. I contro sono che non abbiamo uno zoccolo duro al seguito come magari una libreria in periferia. Senza poi parlare della crisi delle librerie”. Cerchiamo di avere un contatto diretto con la titolare che organizza gli eventi ma ci viene negato e veniamo rimandati alla solita mail. “Vi risponderà sicuramente”. Parliamo anche: dell’incendio della Pecora elettrica libreria indipendente in Centocelle e di Cristiano Cavina e del suo ultimo libro: Ottanta rose mezz’ora, consigliato dalla libreria. Poi ci addentriamo nei meandri del locale e leggiamo poche righe di un libro usato di Garcia Lorca (da restare senza parole/tornerei indietro solo per comprarlo). Salutiamo e ringraziamo per onestà e cortesia.

Ritorniamo in macchina dopo aver preso ulteriore pioggia aiutati dal k-way e da un ombrello turistico. Direzione San Lorenzo e Pigneto due quartieri che stanno vivendo una gentrificazione come in passato per la Garbatella, il quartiere Ostiense e Testaccio. Forte è la spinta artistica e creativa, dei locali e di chi vive in questi luoghi, abitati appunto da artisti, bohémienne e qualche poco di buono. In San Lorenzo dopo aver attaccato qua e là i miei poetry stickers (il quartiere si presta ad adesivi e murales, è quasi deserto di pomeriggio per esplodere la sera/notte) entriamo in una libreria indipendente.

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Parliamo del nostro progetto alla libraia e lei ci chiede: di potersi interfacciare con la casa editrice, ma essendoci auto-prodotti rispondiamo negativamente e dopo aver ascoltato un brano di Bob Dylan e percepito un’atmosfera radical-chic, siamo fuggiti come due ladri.

Abbiamo in lista altre due librerie indipendenti: da una ricerca su internet sono considerate tra le migliori del quartiere: sulla serranda di una c’è scritto -VENDESI-, nel luogo indicato per l’altra c’è una nuova e diversa attività. A differenza della Francia e dell’Inghilterra per esempio, non c’è tutela della cultura e delle librerie indipendenti: chiudono ad una velocità supersonica, anche le migliori.

Siamo al Pigneto entriamo in una libreria indipendente, il proprietario è una persona socievole dichiara da subito che questo tipo di presentazioni le predilige d’inverno perché d’estate le poesie potrebbero non piacere. Preferisce musica dal vivo. Ma comunque è interessato al libro che gli lascio e al lavoro musicale di Dave. Ci chiede del tempo per riflettere e poi ci farà sapere. Parliamo anche con lui della Pecora Elettrica bruciata a Centocelle ed è scosso: “gliel’hanno fatto il 25 alle 3 di notte, proprio il 25 Aprile è molto strano. Hanno oscurato le telecamere e bruciato i libri partendo da quelli per i bambini. Un atto vile. I titolari sono una coppia con due figli che vive di quell’attività”. Ci indica un altro locale che non è una libreria indipendente ma un’associazione culturale aperta tutte le sere dove incontriamo il proprietario proprio mentre alza la serranda. Conversiamo con lui, ed è affascinato dal fatto che io e il mio amico veniamo dal litorale romano “siete due artisti venuti dal mare”. Lasciamo il contatto (ennesimo) e vedremo nei prossimi giorni.

ps. sono andato a letto all’1 e mi sarò addormentato alle 2. Avevo l’adrenalina che scorreva come un innamorato…il viaggio nelle librerie, una dopo l’altra e i pareri e le opinioni dei librai (nonostante la depressione post incendio) ho percepito un popolo, un sentire comune che mi rinfranca e l’odore e il profumo dei libri. Roma resiste, la cultura resiste ma ogni volta che provavo a dormire mi apparivano quei versi di Garcia Lorca a New York come fossi in un viaggio in acido. Ed ero lì dentro quel libro che mi teneva sveglio per la luce, quanta luce e quanta bellezza.

 

Continua…

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