Cose che ho visto

Giallo fosforescente e
granite colorate,
temperatura uterina.
Ho acquisito e nutrito
un rancore per la
granita dopo aver visto
mio fratello sbiancare
e cagare dietro
un cespuglio, appena
finito di gustarsela.
E poi l’ho visto pulirsi
con la canottiera che aveva
sotto la camicia (per fortuna
aggiungo).
La canottiera della salute.

Dialogo con il mio gatto editore.

– Perché non scrivi più poesie?
– Sto studiando.
– Io studio sempre i dettagli.
– Ah bravo.
– Però mi fai arrabbiare.
– Perchè?
– Perché non scrivi più poesie.
Da interrogativo ad affermativo.
– Esatto.
– Cosa?
– Prima ero interrogativo ora
affermativo.
– Ma tu hai il cielo, il mare, la luna,
gli odori dei fiori, l’amore, l’amore!!
Tu mi hai castrato, ricordatelo.
– Lì ho rosicato fidati, so stato male
tutto il giorno. L’ho saputo dopo,
credimi, altrimenti ti lasciavo in
quel gattile. Non mi sarei mai preso
la responsabilità di toglierti l’amore.
– Io amo voi, tranquillo.
– (rido) Dai ti prometto che scriverò
poesie per pulirmi l’anima dall’averti castrato.
– E per non auto-castrarti, miao.

Ringo the Editor.

Il rumore dei sogni nel vuoto di Roma

San Paolo, Via Ostiense.
Stamattina ho battuto
una zona di Roma
dove le Università
costituiscono le maggiori
entrate per le attività
commerciali e danno
vita al quartiere.
I manifesti dei concerti
e delle manifestazioni
risalgono a Febbraio 2020.
Poche serrande alzate
alle 10 del mattino.
Ho attaccato le mie
poesie e quella che
ogni volta mi ricorda:
– Il rumore dei sogni
è più forte degli ordigni.
E che sia di buon auspicio
per noi poveri peccatori.

Bandiera Estate

Da oggi batto bandiera
Caraibica.
È arrivata l’estate
e ambisco alla natura
ai cocktail al sole
alla luce alla birra
ai libri allo spirito bambino
ai giochi ai fuochi d’artificio
alle farfalle agli alberi
da frutta ai colori intensi
alle barche ai fiori ai profumi
fruttati alla salsedine
alla giungla che ho in
testa alle scimmie pazze
alle uscite notturne
alle scritture poetiche
ai sogni come le stelle
la notte di San Lorenzo
agli animali liberi
al cibo vegetariano
alle vacanze lontano
da tutti alla libertà dalla
demenza digitale
alla musica cazzo!
Yeah! Goosh!

Le tue Stan Smith

A volte mi soffermo
a guardare le tue scarpe
con i calzini glitterati
e a pensare quanti
passi abbiamo percorso
mano nella mano.
Quelle Stan Smith sono
te e il tuo mondo
e la tua sensualità
e la tua aggressività
e la tua dolcezza.
Bevo il caffè, il vento
soffia come in Sardegna,
leggo un libro e
sono a piedi scalzi,
libero.